Laboratori

L’edizione 2021 si arricchisce di un laboratorio didattico ogni sabato alle ore 16.30.
Avvolti della suggestiva porzione della villa lungo le mura Gianicolensi, ai piedi del Chiostro, diversi musicisti ed esperti ci guidano attraverso i loro percorsi di ricerca tra suono, storia ed estetica musicale:

Sab. 16 – Fughe barocche: a cura di Bassifondi Ensemble (http://www.ibassifondi.com)

La maggior parte della musica del ‘600 e ‘700 per Liuto, Chitarra, Tiorba e Arciliuto, è stata immaginata e scritta con l’idea di esser suonata insieme ad altri strumenti. Autori come Kapsberger, Corbetta, Piccinini, de Visée, Granata, Weiss e molti altri, hanno scritto la loro musica con l’aggiunta della parte del basso continuo, oppure hanno trasformato la loro intavolatura per strumento solista, in una partitura a più voci, o hanno, in casi più espliciti, scritto direttamente musica per consort di liuti, o per liuto e altri strumenti. Numerose son le cronache dell’epoca che ci testimoniano una maniera di suonare questa musica “a più strumenti”. Spesso i chitarristi solevano farsi accompagnare da tiorbe, colascioni, liuti e viceversa. Sulla base di testimonianze scritte e di fonti musicali e iconografiche, nascono I Bassifondi, ensemble fondato da Simone Vallerotonda, che ha per obiettivo quello di riscoprire, spiegare ed offrire al pubblico questa musica – sia nobile che popolare – in una versione da camera.

Sab. 23 – Mistica Sufi e suono: a cura di Pejman Tadayon e Piero Grassini (https://www.pejmantadayon.com)

Progetto artistico dalle molte sfaccettature, che punta a diffondere un messaggio universale di pace e armonia, secondo l’usanza delle confraternite sufi, per incoraggiare lo scambio fra culture e il confronto fra religioni ed etnie diverse. I poemi di Rumi, Hafez e Omar Khayyam, condensati nelle liriche che meglio rappresentano la ricerca spirituale e la tensione verso il divino dei tre mistici sufi, cantati in lingua originale e recitati nella versione tradotta, mentre la bellezza e la sacralità dei loro versi vengono scandite dagli strumenti originali della tradizione persiana: setar, ney, tar ,oud, santur, tombak, daf. Pejman guida il seminario attraverso i tratti distintivi della musica persiana, descrivendo le caratteristiche e l’impiego dei vari strumenti, le peculiarità delle strutture ritmiche e armoniche, la genesi e il significato dei vari brani.

Sab. 30 – Handpan: a cura di Giovanni Spadoni aka NaaN Music (https://linktr.ee/giovanninaan)

Introduzione all’Handpan, strumento moderno a forma di campana, in acciaio, curiosamente diffusosi in ambienti sciamanici e tradizionali. “Musica ed esperienza si fondono in un viaggio lungo ed ispirato. I saporiti frutti di questo andare sono da cogliere per chi ascolta. Un magico percorso attaverso le frequenze sacre alla Madre Terra: un flusso musicale liquido che si espande libero nel respiro dell’anima e purifica il Cuore. Suonare è Ascoltare.”